Category Archives

Lettera aperta sul diritto d’autore (e su quanto è successo)

Pubblichiamo e diffondiamo una lettera aperta del nostro direttore artistico, Davide Colavini, che desideriamo condividere con voi.

Scarica il pdf cliccando qui.

Inverigo Como, 01.02.2016

Premetto che questa lettera parla di un tema delicato e difficile come la questione del diritto d’autore. Ed è una considerazione personale che voglio condividere come addetto ai lavori, in qualità di direttore artistico della compagnia Piccolo Teatro Pratico.

Prima vorrei che vi liberaste da ogni pregiudizio che l’argomento comporta.

Cerchiamo di avere una visione oggettiva della cosa: dimentichiamo ogni commento di amici, tutto ciò che il web ogni giorno vomita sul tema, del tipo “ad un mio amico che voleva suonare gli hanno chiesto…” o ancora leggende metropolitane fai da te: “se metti la tua opera in una busta e la spedisci al Maurizio Costanzo show…”.

Non è questo il tema, se volete concentrarvi su questi luoghi comuni potete abbandonare la lettura fin da ora. Fondamentale è essere convinti che il diritto d’autore in Italia serva e sia cosa buona e giusta. Questo è il punto di partenza.

Da anni sono iscritto alla SIAE (ecco ho detto il fatidico nome, prima di inondarmi di improperi vi ricordo quanto scritto sopra… non è questo il tema, stop, abbandonate la nave). Preciso la mia posizione: scrivo spettacoli per me e per altri, ho scritto e collaborato come autore ad alcuni format TV e credo che il mio lavoro sia necessario riconoscerlo, professionalizzarlo, tutelarlo.

Qualcuno dirà… perché? Perché in una società come quella italiana che difficilmente riconosce valori e tutele io devo prendere un riconoscimento oltre agli emolumenti dati dal mio lavoro in teatro, al cinema e in TV?

Perché un imprenditore (chiamiamolo ad esempio Luigi Vittuoni) che produce e vende con successo borse da donna, riportanti un logo con due lettere (V ed L sovrapposte), è convinto che dietro al suo successo di vendita ci siano strategie di marketing, ricerca di qualità e studi di design e altro ancora. Se ci pensate l’alto prezzo di vendita è giustificato: poiché lui e il suo staff si sono impegnati a lavorare a fondo al prodotto.

Poi qualcun altro compra la sua borsa di successo e senza investire tempo e ricerca la copia pari pari, la stampa con materiali più scadenti e vende la stessa cosa ad un decimo del prezzo dell’originale.

Luigi Vittuoni, si lamenta se qualcuno gli copia le sue borse, jeans, scarpe o altro perché è un danno. È normale. Lui stesso spende cifre per brevettare e proteggere il proprio marchio (o trademark) è lui stesso a muovere avvocati e studi legali appena sente odore di plagio in giro.

Ma Luigi Vittuoni è anche lo stesso imprenditore che se magari sua figlia si sposa o se la sua azienda organizza la cena natalizia e ingaggia un musicista o un comico non vuole pagare 300 euro di SIAE perché dice: “è uno scandalo! Così l’economia non va avanti” oppure “Ma che cosa vogliono questi della SIAE! Non possiamo fare tutto senza tirarli in ballo?”

So che qui direte che lui ha già pagato l’orchestra, o il comico, o l’attore. E quindi che bisogno c’è di pagare anche la SIAE? Forse perché alla tua festa stai divertendoti, intrattenendo (e perché no… emozionando) gli ospiti con le parole e la musica di un brano scritto da altri? Dove questi altri sono arrivati a formulare una canzone, un’opera teatrale o un testo comico dopo averci passato le notti insonni?

Se volete riporto l’esempio anche nell’ideologico: se domani stampate una maglietta con due lettere sul petto P e D e tra la prima e la seconda lettera fate apparire il tricolore e poi mettete un gazebo in piazza e le vendete a 15 euro (dove tra stampa e t-shirt avrete speso al massimo 5 euro) chi le acquisterà penserà di sostenere il suo partito qualunque esso sia.

Certo, non è facile comprendere la complessità dell’argomento. A volte fatichiamo spesso anche noi autori a capire tutti i meccanismi burocratici, pensiamo sempre che ci voglia una riforma, qualcosa che semplifichi tutta quanto…

Poi penso a quelli della SIAE e alle corse che fanno per proteggere un nuovo iscritto in mezzo ad un mondo rivoluzionato dalla tecnologia 3.0, dove la tutela non è contemplata o raggirata tra liberatorie, cessioni di diritto e altro.

Come Youtube, che offre la possibilità di fare un video e farlo vedere, poi questo diventa un caso virale e raggiunge milioni di like ed iscritti, Youtube ora per fartelo vedere ci piazza davanti un bello spot pubblicitario dove i proventi sono suoi e non di chi ha realizzato il video.

So che qui direte che è un piccolo obolo da pagare certo, ma è un modo di fregarsene del diritto d’autore.

Credetemi è difficile tutelare perché a volte noi stessi siamo parte lesa e malata al tempo stesso: molti comici, autori dei propri copioni, accettano di andare in televisione firmando liberatorie che lasciano la proprietà dei propri pezzi in mano a produttori ed editori. E se cedendo il mio pezzo di spettacolo o il mio brano musicale, io non facessi il salto di notorietà? Non sfondassi nel mondo multimediale?

Tutto questo non è per farvi cambiare idea sul diritto d’autore e su chi lo gestisce. La mia lettera è una panoramica personale sull’argomento che vuole solo segnalarvi un fatto avvenuto qualche tempo fa che a mio avviso è segnale di un cambiamento.

Ecco cosa è successo:

Qualche settimane fa, il 15 gennaio, partecipavo alla presentazione di un progetto per le politiche giovanili. Io e la mia realtà teatrale eravamo a Desio, in Brianza, dove abbiamo sede e dove abbiamo funzione di consulenti del progetto.

Arriviamo. Ci accolgono. Ci danno un tavolo dove la nostra compagnia può interfacciarsi con i giovani interessati all’iniziativa.

A fianco al nostro tavolo ve ne è un altro (stessa grandezza) con due signore. È il tavolo della SIAE. Il nostro, riempito di brochure e proposte e spettacoli, era sicuramente più invitante, mentre il loro, più spoglio, portava solo la scritta: “SIAE chiedi qua”.

Devo dire che ho apprezzato questa iniziativa partita dalla sede di Milano nel proporre un punto d’incontro pubblico con i cittadini, con gli artisti e non, e chiunque altro avesse qualcosa da chiedere. Un’iniziativa che andrebbe ripetuta.

Lo spunto di questa lettera è stato dato dagli interlocutori che chiedevano informazioni alle due incaricate di Milano. Ho sentito le domande più assurde, richieste più assurde, gente che scambiava la Siae per una tassa, per un canone “perché dovete farmi pagare la SIAE in bolletta??” Gente non iscritta che chiedeva perché dovesse pagare… perché dovesse iscriversi? Persone che dicevano assurdità più disparate.

Ho così scoperto che sulla materia esiste non solo una grande ignoranza, ma anche una certa supponenza. Oltre ad una certa inventiva di regolamento.

In alcuni ho visto occhi rabbiosi, come se queste due signore avessero portato via loro la casa: “Nel 1983 ho fatto la festa della comunione di mia nipote e ho messo due dischi e mi han chiesto 80.000 £?”

Così dal punto di vista oggettivo e morale ho pensato che questa iniziativa avesse rischiarato molto buio da molte menti, con le due signore che erano lì a disposizione del pubblico, nessuno escluso.

Invito la SIAE a fare più spesso operazioni del genere e invito tutti voi a considerare, con grande onestà intellettuale, il fatto che prima di sentenziare bisogna conoscere, prima di accusare occorre confrontarsi, prima di condannare bisogna esser certi delle proprie affermazioni. Qualunque esse siano.

DAVIDE COLAVINI

PTP, HUB Desio e Parco delle Culture per i giovani

Il Piccolo Teatro Pratico sarà partner attivo del progetto realizzato da Parco Delle Culture, Hub Desio Giovani e sei comuni della provincia di Monza-Brianza, per favorire l’aggregazione giovanile in diverse forme, tra cui la cultura e l’arte teatrale.

Un anno di laboratori e iniziative per giovani fatte da giovani, un’opportunità che vedrà il PTP protagonista del coordinamento e del percorso didattico.

Restate connessi sul sito e sulla pagina facebook per ulteriori dettagli.

CALDERONE 2.0 – Rassegna teatro Treviolo 2015

Finalmente disponibile il programma di Calderone 2.0, la rassegna teatrale che gestiremo in collaborazione con Cooperativa AttivaMente di Como.

venerdì 24 luglio | incontro introduttivo
Ci serve un titolo per questa serata
con Jacopo Boschini e Davide Colavini

sabato 25 luglio
Prima de mör ölerès…
compagnia Ol Tacapagn

domenica 26 luglio
Figurini – storie di uomini da incorniciare
compagnia Mumble Teatro

lunedì 27 luglio
Io non sono quel che sono
compagnia AttivaMente

martedì 28 luglio
L’età proibita
compagnia Atir-Ringhiera

mercoledì 29 luglio
Questa è la bella vita che ho fatto
a cura di Stefano Panzeri

giovedì 30 luglio
PEZZI! i quattro giorni di Plinio
compagnia Piccolo Teatro Pratico

Tutti gli spettacoli inizieranno alle 21.30 presso

Biblioteca Comunale Lanfranco da Albegno
viale Papa Giovanni 34, 24048 Treviolo (BG)
in caso di pioggia gli spettacoli verranno allestiti dentro la biblioteca fino ad esaurimento posti

L’ingresso è libero.

SCARICA QUI LA BROCHURE IN FORMATO LETTURA

Il PTP si presenta a Villa Tittoni

Il 7 settembre il Piccolo Teatro Pratico, a Desio, a Villa Tittoni, presenta le attività di Formateatro durante l’Open Day di Parco delle culture. Vi aspettiamo!

Curabitur rhoncus orci sit amet purus aliquet hendrerit. Quisque non sodales purus. Integer libero orci, euismod vitae imperdiet at, gravida ut dolor. Vestibulum at nisi semper, dignissim nisi eget, mollis ligula. Nam pretium, felis ac ullamcorper gravida, nunc tellus faucibus massa, eget imperdiet lectus enim vitae neque. Morbi eget ornare enim, et sagittis ante. Nullam velit sem, posuere ac tortor at, laoreet mattis mi. Suspendisse id justo sed metus convallis aliquam at quis quam. Donec dictum non orci sed condimentum. Nam mi arcu, malesuada sed pellentesque at, euismod vel dolor.