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Sostieni il PTP sul territorio: diventa socio

Aiutare il Piccolo Teatro Pratico è molto più facile di quel che si pensa. Diventando socio sosterrai il teatro del territorio e la nostra ricerca culturale.

Per farlo, vieni a trovarci nella nostra sede di Via Casati 3, 22060 Arosio (CO). Puoi decidere di essere socio ordinario con una quota d’iscrizione di €20, oppure di essere socio sostenitore con una quota di €50.

Sostieni PTP e il territorio!

Un nuovo laboratorio per ragazzi

Di seguito vi presentiamo il nuovo laboratorio da oggi disponibile sul sito nella sezione Laboratori & Workshop: il Laboratorio di Legalità Teatrale.

Come è possibile, al giorno d’oggi, spiegare ai ragazzi la Costituzione durante un periodo difficile come la scuola media? Quali possono essere i messaggi positivi che si possono lasciare e in che modo può avvenire uno scambio efficace di idee? Queste domande ci hanno portati ad unire un argomento delicato e fondamentale come il senso civico e la legalità ad un linguaggio universale come quello del teatro, con l’obiettivo di rendere più immediato e vivo l’approccio dei ragazzi al senso del giusto ed equo.

Docente: Massimo Tomassoni
Quanto: 30 ore suddivise in 1 alla settimana per sezione
Tipo: laboratorio extracurricolare interdisciplinare

Scarica la brochure.

per informazioni:
+39 340 986 7778
organizzazione@piccoloteatropratico.it

New entry PTP per i laboratori teatrali

Diamo il benvenuto al nostro nuovo collaboratore Massimo Tomassoni, che si occuperà della parte riguardante il teatro ragazzi e i laboratori per adulti e piccini. Massimo viene da moltissime esperienze come attore e formatore; nella sua carriera ha lavorato per prosa e lirica, per poi specializzarsi sul lavoro di formatore con le tipologie del laboratorio e del seminario intensivo. Andate subito sulla nostra sezione I laboratori & Workshop per conoscere il suo Laboratorio di Teatralità Civica!

Calderone Festival si chiude per quest’anno…

Con l’ultimo spettacolo della rassegna Fresco Fresco 2.0 si conclude, quest’anno, l’avventura di Piccolo Teatro Pratico a Treviolo,

Vogliamo ringraziare il Comune, dal sindaco agli assessori, prima Andrea Benedetti e, successivamente, Raffaella Ghislandi per averci permesso di realizzare una proposta culturale di alto profilo che ha valso i patrocini di Regione Lombardia e Provincia di Bergamo. Riconoscimenti che hanno permesso a Calderone Festival di uscire dai confini consueti.
Un grazie significativo a Viviana Vitari e al suo splendido lavoro organizzativo in biblioteca.

Qui le bellissime parole che l’Assessore alla Cultura ha dedicato all’ultimo spettacolo di Eccentrici Dadarò:

“Oggi per l’ultimo appuntamento di Fresco Fresco 2.0 uno spettacolo muto che, parafrasando la fiaba del Brutto Anatroccolo, ha lasciato, ai numerosi spettatori presenti, due grandi verità.
La prima è che molte volte le parole non servono, il silenzio, le espressioni degli occhi, i gesti, i movimenti del corpo, possono esprimere tutto ciò che la voce non ha il coraggio di fare e anche smentire le parole che escono dalla nostra bocca.
La seconda è che dobbiamo amarci profondamente come siamo, perché nelle nostre debolezze, nei nostri difetti, siamo esseri unici per questo infinitamente preziosi.
Non abbiamo bisogno di cambiare o di trasformarci, perché abbiamo già tutto quello che ci serve per essere felici, il problema è che non c’è ne rendiamo conto…”

Calderone Festival 2016. E ora un grazie a tutti.

Calderone Festival 2016 è terminato.
E io voglio salutare il pubblico: veri e propri amici che hanno accompagnato questo viaggio di spettacoli, emozioni e storie. In questi otto appuntamenti ho stretto mani, ricevuto complimenti, sentito applausi… elementi che mi hanno fatto capire di aver fatto breccia nei vostri cuori, elementi che mi inducono a pensare che la direzione presa sia giusta.
Sono molto stanco… ma molto felice.
Felice di ringraziare coloro che hanno permesso tutto ciò… il sindaco Pasquale Gandolfi, gli amici Andrea Benedetti e Raffaella Ghislandi, l’infaticabile Viviana Vitari e tutti i collaboratori. Permettetemi di ringraziare lo staff di Piccolo Teatro Pratico che ha dedicato anima e corpo alla riuscita del Festival: in primis Dario Onofrio, collaboratore fidato nonché socio d’avventura, i super tecnici Giorgio Ronchi e Paolo Ripamonti, le Charlie’s Angels Paola Rivolta, Giulia Borghi e Stefania Buraschi.
Nel mio cuore vi sono gli artisti che hanno partecipato: Jacopo Boschini, Stefano Panzeri, Stefano Dragone e gli amici di Attivamente, la Compagnia Padre Albisetti, Diego Runko con Marco di Stefano e Chiara Boscaro, Franca Cugini, Davide Lorenzo Palla, Flavio Oreglio e Luca Maciacchini.
Grazie a tutti, grazie per tutto.

Davide Colavini

Lettera aperta sul diritto d’autore (e su quanto è successo)

Pubblichiamo e diffondiamo una lettera aperta del nostro direttore artistico, Davide Colavini, che desideriamo condividere con voi.

Scarica il pdf cliccando qui.

Inverigo Como, 01.02.2016

Premetto che questa lettera parla di un tema delicato e difficile come la questione del diritto d’autore. Ed è una considerazione personale che voglio condividere come addetto ai lavori, in qualità di direttore artistico della compagnia Piccolo Teatro Pratico.

Prima vorrei che vi liberaste da ogni pregiudizio che l’argomento comporta.

Cerchiamo di avere una visione oggettiva della cosa: dimentichiamo ogni commento di amici, tutto ciò che il web ogni giorno vomita sul tema, del tipo “ad un mio amico che voleva suonare gli hanno chiesto…” o ancora leggende metropolitane fai da te: “se metti la tua opera in una busta e la spedisci al Maurizio Costanzo show…”.

Non è questo il tema, se volete concentrarvi su questi luoghi comuni potete abbandonare la lettura fin da ora. Fondamentale è essere convinti che il diritto d’autore in Italia serva e sia cosa buona e giusta. Questo è il punto di partenza.

Da anni sono iscritto alla SIAE (ecco ho detto il fatidico nome, prima di inondarmi di improperi vi ricordo quanto scritto sopra… non è questo il tema, stop, abbandonate la nave). Preciso la mia posizione: scrivo spettacoli per me e per altri, ho scritto e collaborato come autore ad alcuni format TV e credo che il mio lavoro sia necessario riconoscerlo, professionalizzarlo, tutelarlo.

Qualcuno dirà… perché? Perché in una società come quella italiana che difficilmente riconosce valori e tutele io devo prendere un riconoscimento oltre agli emolumenti dati dal mio lavoro in teatro, al cinema e in TV?

Perché un imprenditore (chiamiamolo ad esempio Luigi Vittuoni) che produce e vende con successo borse da donna, riportanti un logo con due lettere (V ed L sovrapposte), è convinto che dietro al suo successo di vendita ci siano strategie di marketing, ricerca di qualità e studi di design e altro ancora. Se ci pensate l’alto prezzo di vendita è giustificato: poiché lui e il suo staff si sono impegnati a lavorare a fondo al prodotto.

Poi qualcun altro compra la sua borsa di successo e senza investire tempo e ricerca la copia pari pari, la stampa con materiali più scadenti e vende la stessa cosa ad un decimo del prezzo dell’originale.

Luigi Vittuoni, si lamenta se qualcuno gli copia le sue borse, jeans, scarpe o altro perché è un danno. È normale. Lui stesso spende cifre per brevettare e proteggere il proprio marchio (o trademark) è lui stesso a muovere avvocati e studi legali appena sente odore di plagio in giro.

Ma Luigi Vittuoni è anche lo stesso imprenditore che se magari sua figlia si sposa o se la sua azienda organizza la cena natalizia e ingaggia un musicista o un comico non vuole pagare 300 euro di SIAE perché dice: “è uno scandalo! Così l’economia non va avanti” oppure “Ma che cosa vogliono questi della SIAE! Non possiamo fare tutto senza tirarli in ballo?”

So che qui direte che lui ha già pagato l’orchestra, o il comico, o l’attore. E quindi che bisogno c’è di pagare anche la SIAE? Forse perché alla tua festa stai divertendoti, intrattenendo (e perché no… emozionando) gli ospiti con le parole e la musica di un brano scritto da altri? Dove questi altri sono arrivati a formulare una canzone, un’opera teatrale o un testo comico dopo averci passato le notti insonni?

Se volete riporto l’esempio anche nell’ideologico: se domani stampate una maglietta con due lettere sul petto P e D e tra la prima e la seconda lettera fate apparire il tricolore e poi mettete un gazebo in piazza e le vendete a 15 euro (dove tra stampa e t-shirt avrete speso al massimo 5 euro) chi le acquisterà penserà di sostenere il suo partito qualunque esso sia.

Certo, non è facile comprendere la complessità dell’argomento. A volte fatichiamo spesso anche noi autori a capire tutti i meccanismi burocratici, pensiamo sempre che ci voglia una riforma, qualcosa che semplifichi tutta quanto…

Poi penso a quelli della SIAE e alle corse che fanno per proteggere un nuovo iscritto in mezzo ad un mondo rivoluzionato dalla tecnologia 3.0, dove la tutela non è contemplata o raggirata tra liberatorie, cessioni di diritto e altro.

Come Youtube, che offre la possibilità di fare un video e farlo vedere, poi questo diventa un caso virale e raggiunge milioni di like ed iscritti, Youtube ora per fartelo vedere ci piazza davanti un bello spot pubblicitario dove i proventi sono suoi e non di chi ha realizzato il video.

So che qui direte che è un piccolo obolo da pagare certo, ma è un modo di fregarsene del diritto d’autore.

Credetemi è difficile tutelare perché a volte noi stessi siamo parte lesa e malata al tempo stesso: molti comici, autori dei propri copioni, accettano di andare in televisione firmando liberatorie che lasciano la proprietà dei propri pezzi in mano a produttori ed editori. E se cedendo il mio pezzo di spettacolo o il mio brano musicale, io non facessi il salto di notorietà? Non sfondassi nel mondo multimediale?

Tutto questo non è per farvi cambiare idea sul diritto d’autore e su chi lo gestisce. La mia lettera è una panoramica personale sull’argomento che vuole solo segnalarvi un fatto avvenuto qualche tempo fa che a mio avviso è segnale di un cambiamento.

Ecco cosa è successo:

Qualche settimane fa, il 15 gennaio, partecipavo alla presentazione di un progetto per le politiche giovanili. Io e la mia realtà teatrale eravamo a Desio, in Brianza, dove abbiamo sede e dove abbiamo funzione di consulenti del progetto.

Arriviamo. Ci accolgono. Ci danno un tavolo dove la nostra compagnia può interfacciarsi con i giovani interessati all’iniziativa.

A fianco al nostro tavolo ve ne è un altro (stessa grandezza) con due signore. È il tavolo della SIAE. Il nostro, riempito di brochure e proposte e spettacoli, era sicuramente più invitante, mentre il loro, più spoglio, portava solo la scritta: “SIAE chiedi qua”.

Devo dire che ho apprezzato questa iniziativa partita dalla sede di Milano nel proporre un punto d’incontro pubblico con i cittadini, con gli artisti e non, e chiunque altro avesse qualcosa da chiedere. Un’iniziativa che andrebbe ripetuta.

Lo spunto di questa lettera è stato dato dagli interlocutori che chiedevano informazioni alle due incaricate di Milano. Ho sentito le domande più assurde, richieste più assurde, gente che scambiava la Siae per una tassa, per un canone “perché dovete farmi pagare la SIAE in bolletta??” Gente non iscritta che chiedeva perché dovesse pagare… perché dovesse iscriversi? Persone che dicevano assurdità più disparate.

Ho così scoperto che sulla materia esiste non solo una grande ignoranza, ma anche una certa supponenza. Oltre ad una certa inventiva di regolamento.

In alcuni ho visto occhi rabbiosi, come se queste due signore avessero portato via loro la casa: “Nel 1983 ho fatto la festa della comunione di mia nipote e ho messo due dischi e mi han chiesto 80.000 £?”

Così dal punto di vista oggettivo e morale ho pensato che questa iniziativa avesse rischiarato molto buio da molte menti, con le due signore che erano lì a disposizione del pubblico, nessuno escluso.

Invito la SIAE a fare più spesso operazioni del genere e invito tutti voi a considerare, con grande onestà intellettuale, il fatto che prima di sentenziare bisogna conoscere, prima di accusare occorre confrontarsi, prima di condannare bisogna esser certi delle proprie affermazioni. Qualunque esse siano.

DAVIDE COLAVINI

PTP, HUB Desio e Parco delle Culture per i giovani

Il Piccolo Teatro Pratico sarà partner attivo del progetto realizzato da Parco Delle Culture, Hub Desio Giovani e sei comuni della provincia di Monza-Brianza, per favorire l’aggregazione giovanile in diverse forme, tra cui la cultura e l’arte teatrale.

Un anno di laboratori e iniziative per giovani fatte da giovani, un’opportunità che vedrà il PTP protagonista del coordinamento e del percorso didattico.

Restate connessi sul sito e sulla pagina facebook per ulteriori dettagli.